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FAQ

1. Da quando si applica la nuova disciplina?

La nuova disciplina dei tirocini è entrata in vigore il 31 agosto 2013, giorno successivo alla pubblicazione sul BUR della DGR 1324/2013. Tutti i tirocini attivati, che sono iniziati dopo il 31 agosto 2013 devono seguire unicamente la disciplina della DGR 1324/2013 e non più la DGR 337/2012.


2. La nuova disciplina cambia qualcosa per i tirocini in corso attivati prima del 31 agosto 2013?

In generale no.
I tirocini attivati prima del 31 agosto vanno a naturale scadenza secondo la disciplina della DGR 337/2012.
I tirocini attivati prima del 31 agosto 2013, per i quali si chiede la proroga nei limiti consentiti continueranno ad applicare la disciplina vigente al momento dell’avvio del tirocinio (DGR 337/2012), anche se la proroga è iniziata dopo il 31 agosto 2013.
Tuttavia, nei casi in cui la convenzione di tirocinio sia stata sottoscritta prima del 31 agosto 2013 e il tirocinio attivato in data successiva, la convenzione deve essere integrata in base ai nuovi modelli relativamente al soggetto che sostiene l’obbligo di corrispondere l’indennità di partecipazione al tirocinante.
(Per attivati si intende che sono iniziati sulla base di quanto comunicato nella CO di avvio del tirocinio).


3. A quali tirocini si applica la disciplina DGR 1324/2013?


La nuova disciplina si applica in generale a tutte le esperienze formative che
- si realizzano in una sede operativa di un datore di lavoro situato nel territorio della Regione del Veneto
- e sono di carattere extracurriculare.
Quindi i tirocini, o stage, work experience, o internship, traineeship o con altri nomi con i quali si intende sempre indicare un’esperienza formativa che si svolge in ambiente di lavoro presso una sede operativa in Veneto devono seguire la nuova normativa (DGR 1324/2013).
Non è rilevante il domicilio o la residenza del tirocinante.

I tirocini che rientrano nella disciplina DGR 1324/2013, comunemente chiamati “extracurriculari”, si distinguono in:
a) tirocini formativi e di orientamento: tipologia di tirocinio riservata solamente ai soggetti che hanno conseguito un titolo di studi nell’anno.
b) tirocini di inserimento/reinserimento al lavoro: tipologia di tirocinio rivolta a soggetti disoccupati, che abbiano acquisito lo status di disoccupato al CPI. Il soggetto che ha conseguito un titolo di studio nell’anno può essere avviato in tirocinio formativo o di orientamento o in alternativa anche di inserimento lavorativo purché in quest’ultimo caso si trovi nello stato di disoccupato;
c) tirocini estivi e di orientamento: tipologia di tirocinio destinata a studenti regolarmente iscritti ad un percorso di istruzione e/o formazione. Tali tirocini possono essere promossi da CPI, Università, Istituzioni Scolastiche di secondo grado, Enti accreditati alla formazione professionale per i propri allievi.

ATTENZIONE: Questa tipologia di tirocinio può essere facilmente confusa con il tirocinio curriculare: per entrambe le tipologie di tirocinio l’esperienza si svolge all’interno di un percorso di istruzione e/o formazione, i soggetti che possono svolgere la funzione di promotori sono gli stessi (tranne il CPI che può attivare solo tirocini estivi). Le finalità per l’attivazione delle due tipologie di tirocinio sono un po’ diverse, ma non così nette da essere determinanti, soprattutto nella realizzazione concreta, pratica del tirocinio: il tirocinio curriculare si svolge per consolidare quanto appreso nel percorso di studi, per realizzare momenti di alternanza scuola lavoro anche se, a seguito di questa esperienza, non è previsto che derivano allo studente il riconoscimento di crediti formativi, mentre il tirocinio es tivo ha soprattutto finalità di orientative per consentire allo studente di sperimentarsi in professioni altre da quelle per le quali si sta preparando presso la scuola o Università. Differenze importanti invece si riscontrano sotto gli aspetti adempimentali: per la realizzazione di un tirocinio curriculare non si è tenuti all’obbligo di invio delle Comunicazioni Obbligatorie e non vi è obbligo di corrispondere l’indennità di partecipazione, per la realizzazione di tirocini estivi e di orientamento si è tenuti all’invio delle Comunicazioni Obbligatorie ed è dovuta l’indennità di partecipazione.

I tirocini curriculari, per quanto detto, devono possedere le seguenti caratteristiche:
- essere promossi da un’Università, un’Istituzione scolastica o Ente accreditato alla formazione per propri studenti regolarmente frequentanti
- essere svolti all’interno di un percorso di istruzione e/o formazione che si conclude con il conseguimento di un titolo di studio di qualifica o diploma professionale, laurea o certificazione riconosciuta sul piano nazionale
- avvenire durante l’anno scolastico, compreso il periodo in cui sono sospese le attività didattiche, ad esempio d’estate, ma non oltre il conseguimento del titolo di studio
- essere previsti dal Piano dell’Offerta Formativa, anche se dagli stessi non derivano crediti formativi

Non rientrano nella disciplina della DGR 1324/2013 solamente le seguenti tipologie di tirocinio:
- Tirocini curriculari: tirocini svolti all’interno di un percorso di istruzione e/o formazione che si conclude con il conseguimento di un titolo di studio di qualifica o diploma professionale, laurea o certificazione riconosciuta sul piano nazionale (art. 4 comma 52 legge 92/2012). I soggetti promotori di tale tipologia di tirocinio possono essere le Università, gli Istituti di istruzione universitaria abilitati al rilascio di titoli accademici, le Istituzioni scolastiche che rilasciano titoli di studio aventi valore legale, o i Centri di formazione professionale, operanti in regime di convenzione con la Regione a favore di propri allievi o studenti;.
- Tirocini per accesso alle professioni: periodo di pratica professionale richiesto dagli ordini professionali e disciplinati da specifiche normative per l’accesso a professioni come psicologi, commercialisti ecc.;
- Tirocini per extracomunitari residenti all’estero: tirocini svolti da soggetti extracomunitari nell’ambito delle specifiche quote di ingressi come previsto agli articoli 40 e 44 – bis del D.P.R. 394/1999 e la disciplina regionale DGR 1150 del 3 luglio 2013;
- Tirocini transnazionali: tirocini svolti all’interno di programmi promossi dalla Comunità Europea.


4. Vi sono esperienze che, anche se comunemente sono chiamate tirocinio o stage, non sono soggette alla disciplina sui tirocini?


Per assenza dei contenuti minimi formativi vi sono esperienze che si svolgono in ambiente di lavoro che non possono essere ritenute assimilabili all’esperienza di tirocinio e solo impropriamente sono definite tali:
- progetti di integrazione sociale in ambiente lavorativo realizzati dai SIL (Servizi di integrazione lavorativa) delle ULSS sulla base della regolamentazione di cui alla DGR 1138 del 6.05.2008 All. A e DGR n. 3787 del 20/12/2002
- le presenze volontarie di medici nelle aziende ospedaliere
- brevi esperienze in ambiente lavorativo svolte da studenti assimilabili a visite in contesti aziendali. Lo studente non deve essere chiamato a eseguire compiti, processi o parti di processi produttivi. Si ritiene che brevi esperienze siano quelle che si realizzano in massimo 80 ore o in 2 settimane.
Nei suddetti casi, pur dovendo essere presente la copertura assicurativa, non si applica la disciplina della DGR 132472013 e pertanto non è dovuto l’invio d ella comunicazione obbligatoria di avvio sul sistema delle CO, né si è tenuti agli altri obblighi previsti dalla medesima DGR (rispetto dei limiti numerici, utilizzo dell’apposita modulistica, corresponsione della indennità di partecipazione ecc).


5. Quando un’azienda ospitante ha sedi operative in diverse regioni, quale regolamento deve seguire?


Le aziende con sedi operative in più regioni hanno la facoltà, non l’obbligo, di optare per la disciplina sui tirocini della regione della sede legale della stessa e di conseguenza la possibilità di accentrare le dovute Comunicazioni Obbligatorie presso il Servizio informatico del territorio della sede legale (Legge 9 agosto 2013 n. 99 art. 2 comma 5 ter).

Il soggetto ospitante con sedi operative in più regioni che ha optato di utilizzare la regolamentazione dei tirocini della regione della sede legale deve seguire in ogni suo aspetto tale regolamentazione: soggetti promotori, procedure di attivazione e relativa modulistica, limiti, importo dell’indennità, ecc.
In questo caso, il soggetto promotore dei tirocini svolti presso datori di lavoro che hanno optato per la sede legale non in Veneto, deve inviare il progetto formativo alle OOSS, alla Direzione territoriale del Lavoro del Ministero del Lavoro e PS, nonché alla Regione del Veneto.


6. Cosa deve fare un soggetto promotore con sede legale fuori dal territorio regionale quando attiva un tirocinio presso una sede ospitante in Veneto?


Deve seguire la disciplina per i tirocini della Regione del Veneto. La facoltà di scegliere la disciplina regionale della sede legale è riconosciuta solo al soggetto ospitante i tirocini, non al soggetto promotore, anche se il soggetto promotore si fosse assunto l’onere di effettuare le dovute CO per conto del soggetto ospitante.


7. I minorenni possono fare tirocinio?

Sì, se hanno assolto all’obbligo di istruzione.
La regola generale è che il giovane deve trovarsi in età lavorativa (16 anni) e che abbia assolto all’obbligo di istruzione (10 anni di scolarità) e al diritto dovere all’istruzione e alla formazione (18 anni o in alternativa il conseguimento di un titolo di scuola riconosciuto). Al requisito dell’obbligo di istruzione non si può assolutamente derogare. Il giovane pertanto deve, presentando un documento di identità in corso di validità, autocertificare la frequenza in Italia di 10 anni di scuola. Qualora gli anni di scuola dell’obbligo siano stati frequentati all’estero è necessario esibire una certificazione con traduzione in lingua italiana che attesta tale frequenza. Il diritto/dovere all’istruzione e alla formazione si assolve frequentando un corso di studi o tramite l’assunzione con contratto di apprendistato.
Fanno eccezione:
- giovani tra i 16 e i 18 anni che una Pubblica Amministrazione ha riconosciuto in condizione di svantaggio e per i quali si ritiene che lo svolgimento di un periodo di tirocinio possa essere utile per contrastare e ad evitare problemi di devianze;
- i giovani segnalati in dispersione dall’Anagrafe Regionale degli Studenti che i CPI definiscono in condizione di svantaggio e, in forza dei loro compiti di contrasto alla dispersione, avviano ad un tirocinio con finalità di reinserimento in un percorso di istruzione, formazione o apprendistato;
- i tirocini estivi e di orientamento che possono essere attivati, per studenti regolarmente iscritti al corso di studi, a partire da 15 anni.
Con il compimento del 18esimo anno di età si è prosciolti dall’obbligo di istruzione e dal diritto dovere all’istruzione e alla formazione.


8. Possono essere avviati a tirocinio persone che non appartengono alle categorie previst e dall’articolo n.3, DGR 1324/2013?

No. L’elenco è tassativo, non vi sono altre categorie di soggetti che possono essere avviati a tirocini oltre a quelle richiamate all’art. 3 dell’allegato A alla DGR 1324/2013.
In particolare il tirocinio formativo e di orientamento è riservato a neo qualificati, neodiplomati, neo laureati e neo dottorati entro i 12 mesi dal conseguimento del titolo.
Il tirocinio di inserimento lavorativo può essere attivato anche per lavoratori sospesi, purché si trovino in cassa integrazione a zero ore. Non è possibile attivare il tirocinio per lavoratori in contratto di solidarietà.
I lavoratori impegnati in lavori socialmente utili possono essere avviati in tirocinio purché il tirocinio avvenga in orari compatibili con l’attività socialmente utile. Se il tirocinio e l’ASU sono incompatibili come orari il lavoratore può interrompere l’ASU senza il rischio di perdere l’indennità di mobilità.


9. Si può fare tirocinio per qualsiasi profilo professionale?

No. Tranne per le persone disabili o in condizione di svantaggio (tutte le categorie) non sono ammessi tirocini per profili professionali elementari, connotati da compiti generici e ripetitivi, Per l’individuare quali siano tali profili professionali si prenda a riferimento i livelli base previsti nei contratti collettivi nazionali del lavoro applicati presso il soggetto ospitante.


10. La stessa persona può fare più tirocini per lo stesso profilo professionale?

Sì, ma non con lo stesso soggetto ospitante.
Allo stesso modo un lavoratore disoccupato può essere avviato in tirocinio per lo stesso profilo professionale del precedente rapporto di lavoro subordinato, purché con diverso datore di lavoro.


11. Si può ripetere il tirocinio presso il medesimo soggetto ospitante?

No, neanche per profili professionali diversi e nemmeno se promosso con tipologie diverse di tirocinio: formativo di orientamento e poi di inserimento/reinserimento lavorativo e viceversa.
Nello stesso senso un disoccupato non può essere avviato in tirocinio quando, presso lo stesso soggetto ospitante, il lavoratore era in precedenza inserito nell’organico aziendale con contratto di tipo subordinato o parasubordinato, anche se il tirocinio viene realizzato per una figura professionale diversa da quella per cui il lavoratore era prima dipendente dell’azienda.
Fanno eccezione a tali divieti, i tirocini estivi e di orientamento, o i tirocini promossi a favore di soggetti disabili, o in condizione di svantaggio o appartenenti a categorie particolari di lavoratori.
Fuori da questi casi si può ripetere un tirocinio quando:
- il tirocinio formativo o di inserimento segue tirocini estivi o curriculari e
- nell’ambito di percorsi di riqualificazione professionale siano stati realizzati tirocini di breve durata (max 2 mesi) e successivamente si intenda attivare un tirocinio di inserimento lavorativo anche di durata di 6 mesi presso lo stesso soggetto ospitante presso il quale si è già svolto il tirocinio del percorso di riqualificazione.


12. È prorogabile il tirocinio?

È possibile prorogare un tirocinio solo nel caso in cui il tirocinio attivato è di durata inferiore al limite massimo stabilito.
Tra il tirocinio e la sua proroga non vi deve essere alcun giorno lavorativo di interruzione. Se vi fosse interruzione non si tratterebbe di proroga, ma di ripetizione del tirocinio che è vietata.
La richiesta di proroga (in forma scritta) deve pervenire dal soggetto ospitante al soggetto promotore entro il termine concordato in sede di stipula della convenzione, tramite il tutor aziendale, con il co nsenso d el tirocinante. La richiesta deve contenere i motivi per cui non si sono raggiunti gli obiettivi formativi nel periodo di tirocinio inizialmente previsto o i motivi per cui si rende opportuno un ampliamento della formazione in tirocinio. Tali motivi devono essere condivisi e approvati dal tutor didattico organizzativo con lettera formale. Ottenuta tale approvazione il soggetto ospitante può inviare la CO di proroga del tirocinio senza necessità di collegarla al progetto formativo .


13. L’indennità di partecipazione al tirocinio va calcolata in base alle ore effettivamente svolte?

No. L’indennità è configurata come rimborso spese forfettario che si calcola e viene corrisposto solamente sulla base di 2 fasce di monte ore mensili:
- fino ad 80 ore mensili (fino a 20 ore alla settimana – metà orario): 200,00 euro lordi mensili o 150,00 euro se con riconoscimento di buoni pasto o servizio mensa
- oltre 80 ore mensili (oltre le 20 ore settimanali): 400,00 euro mensili o 300,00 euro mensili con riconoscimento di buoni pasto o servizio mensa.
Nel caso in cui il tirocinante svolga meno ore di quelle stabilite da progetto per motivi riconducibili al soggetto ospitante o assenze giustificate del tirocinante l’indennità è corrisposta per intero secondo l’importo previsto nel progetto formativo.
Nei casi in cui invece si debba riconoscere l’indennità per periodi di tirocinio inferiori al mese (es. il periodo di tirocinio concordato non corrisponde a multipli di mese intero, oppure il tirocinio venga interrotto o il tirocinante si assenti senza giustificazione) l’indennità può essere riparametrata su base settimanale riconoscendo 100,00 euro alla settimana o 75,00 euro se con buoni pasto o servizio mensa. Tali importi sono ulteriormente ridotti del 50% se il progetto prevede un monte ore fino a 80 ore mensili.
L'indennità può essere corrisposta mensilmente o complessivamente al termine del progetto. Si rammenta che l'indennità corrisposta al termine del tirocinio deve essere corrisposta anche nel caso in cui questo dovesse essere interrotto anticipatamente dal tirocinante stesso. In questo caso dovrà essere decurtata del periodo di tirocinio non effettuato come da indicazioni sopraesposte.


14. Come si calcola l’indennità? Cosa si intende per indennità “lorda”?

L’indennità di partecipazione al tirocinio, essendo un rimborso forfettario e non su spese documentate, è fiscalmente assimilato a reddito da lavoro e pertanto soggetto a trattenuta IRPEF, secondo le disposizioni vigenti. Il soggetto ospitante o il soggetto che si farà carico dell’indennità di partecipazione dovrà in tempo utile rilasciare al tirocinante idonea certificazione relativa alle indennità corrisposte, onde consentire il conguaglio delle eventuali ritenute IRPEF in sede di dichiarazione dei redditi per l’anno precedente.
Nella somma dell’indennità di partecipazione non rientrano i costi della copertura assicurativa.


15. Sono richiesti requisiti specifici per fare un tirocinio?

Sì, ogni tipologia di tirocinio chiede alcuni requisiti per essere ammessi.

Il tirocinio formativo e di orientamento è attivabile solo per soggetti che hanno conseguito un titolo di studio. Nel caso il soggetto promotore sia il CPI o un ente accreditato ai servizi per il lavoro è sufficiente l’autocertificazione del tirocinante che attesta il conseguimento del titolo.
Per l’avvio di tirocini di inserimento lavorativo il requisito dello stato di disoccupazione è elemento essenziale. I tirocinanti devono aver acquisito lo stato di disoccupazione tramite la presentazione al CPI della dichiarazione di immediata disponibilit& agrave; e sottoscritto il Patto di servizio (PdS) e il Piano di azione individuale (PAI).
I CPI formalizzano il Patto di servizio e Piano di azione individuale utilizzando la modulistica messa a disposizione dalla Regione o dalla Provincia.
Gli enti accreditati ai Servizi per il lavoro che intendono promuovere tirocini di inserimento anche al di fuori di programmi finanziati dalla Regione o dalla Provincia, dovranno dimostrare le evidenze che tra ente e tirocinante vi sono stati contatti diretti.
Fanno eccezione i tirocini promossi da ULSS e Cooperative sociali di tipo A per i quali si utilizzano le procedure proprie per l’avvio di tirocini di soggetti svantaggiati.
Per i tirocini estivi e di orientamento, il tirocinante deve essere uno studente regolarmente iscritto ad un corso di studi dal quale consegue almeno il titolo di qualifica professionale. Tale condizione è sufficiente autocertificarla al CPI.


16. Si può fare un tirocinio formativo dopo aver conseguito un master?

No, tranne nei casi in cui non siano ancora trascorsi i 12 mesi dal conseguimento della laurea o dottorato. Il master non costituisce titolo di requisito per attivare successivamente un tirocinio.


17. È possibile sospendere il tirocinio per un periodo di tempo?

Sì, la nuova normativa lo prevede ma solo in caso di malattia o infortunio o di astensione obbligatoria per maternità. In questi casi il tirocinio può essere sospeso e riprendere al termine del periodo. La sospensione deve intervenire quando il tirocinio è già avviato e protrarsi per almeno un terzo del periodo previsto. Il soggetto ospitante deve inviare entro 5 giorni dall’evento o notizia di una delle cause di sospensione, comunicazione al soggetto promotore facendo presente la volontà di riprendere il tirocinio una volta terminato il periodo di sospensione. Dal punto di vista informatico la sospensione è trattata sul sistema delle CO come se fosse una proroga.
Non è possibile sospendere il tirocinio in caso di fermo delle attività da parte dell’azienda per il periodo di ferie o per altri motivi e poi posticipare il termine finale del tirocinio.


18. È possibile un tirocinio di inserimento lavorativo di breve durata, ad orario ridotto o stagionale?

No, poiché si ritiene che tirocini che prevedono brevi durate (inferiori a 2 mesi), che si svolgono solo nei week end o con orari molto ridotti non siano idonei per l’apprendimento di competenze per il tirocinante.
Tirocini invece da realizzare in attività stagionale sono possibili, anche se al termine del tirocinio sono da escludere possibilità di assunzione per il termine della stessa attività stagionale. Il soggetto promotore si fa garante che l’esperienza del tirocinio sia effettivamente formativa.


19. Come si attestano le competenze conseguite dal tirocinante?

Il soggetto promotore sulla base delle informazioni ricevute dal soggetto ospitante per il tramite del tutor aziendale rilascia al tirocinante un’attestazione sulle competenze acquisite. Si tratta di un servizio che gli operatori del lavoro e della formazione stanno apprendendo a erogare secondo il Sistema di validazione delle competenze elaborato dalla Regione negli ultimi anni. In attesa che gli uffici regionali mettano a disposizione anche un modello per fornire tale attestazione, gli operatori possono comunque fare riferimento alle Linee guida per la validazione delle competenze acquisite in contesti non formali e informali (DGR 2895 del 28.12.2012).


20. Un’associazione di volontariato può ospitare tirocinanti?

Solamente se l’associazione di volontariato ha almeno un dipendente a tempo indeterminato.


21. Come si calcola il numero di tir ocinanti ammissibili presso uno stesso soggetto ospitante?

Si calcola in base al numero di dipendenti a tempo indeterminato. Non si contano il titolare, i soci dipendenti e i dipendenti con contratto di lavoro intermittente. I soci lavoratori di cooperativa invece sono calcolati come lavoratori dipendenti se sono contrattualmente inquadrati come tali. Sono calcolati invece i lavoratori in apprendistato e i lavoratori part-time per intero, come se fossero lavoratori full time.


22. Si possono avere più tirocinanti del limite previsto?

No, perché si presume che un numero eccessivo di tirocinanti rispetto ai lavoratori invalidi l’esperienza formativa.


23. I tirocini curriculari e extracurriculari si sommano per il conteggio dei limiti?

Sì. Il limite massimo di tirocinanti per unità operativa va considerato nel totale dei tirocini extracurriculari, curriculari, di extracomunitari artt. 40 e 41 DPR 394/1999, tirocini transnazionali. Non si calcolano solamente i tirocini svolti per accesso alle professioni, i tirocini di disabili, di soggetti svantaggiati e appartenenti a particolari categorie di persone svantaggiate.
Nel progetto formativo quando si devono indicare il numero dei tirocinanti presenti in azienda alla data di sottoscrizione del progetto, si deve riportare il numero complessivo dei tirocinanti presenti comprendendo anche quelli delle tipologie sopraelencate. Inoltre, il tirocinante deve essere contato per intero a prescindere dall’orario. Non possono essere riproporzionati i tirocinanti part-time.


24. Le agenzie per il lavoro possono promuovere un tirocinio?

Sì, se sono tra gli enti accreditati ai servizi per il lavoro nella Regione del Veneto.


25. Il soggetto promotore può anche essere ospitante?

No, un soggetto promotore non può essere allo stesso tempo ospitante dello stesso tirocinante.
Fanno eccezione, in considerazione della peculiarità
- le Università, che possono promuovere tirocini formativi e di orientamento e di inserimento lavorativo per propri ex allievi presso l’Università stessa e
- i SIL che possono svolgere la funzione di soggetto promotore di persone disabili e svantaggiate presso le ULSS in cui sono inseriti.
In questi due casi, Università e SIL, non deve essere sottoscritta una convenzione, ma l’ente assume con proprio atto gli obblighi del soggetto promotore e ospitante, mentre il progetto formativo deve essere regolarmente compilato e trasmesso.
I soggetti che possono fungere da promotori (es.le cooperative sociali) che intendano accogliere tirocinanti possono farlo ma i tirocini devono essere promossi altri soggetti.


26. Cosa si intende per Servizi per l’impiego delle Province?

Con Servizi per l’Impiego si fa riferimento ai Centri per l’impiego delle Province del Veneto.
I soggetti accreditati, alla Formazione o ai Servizi per il lavoro, possono svolgere la funzione di soggetti promotori di tirocinio solamente da sedi che risultano inserite nell’elenco delle sedi accreditate presso la Regione Veneto.


27. Si può modificare il modello di convenzione tra soggetto promotore e soggetto ospitante?

No. Lo schema tipo di convenzione approvato dalla Regione Veneto non è modificabile nei contenuti e disposizioni. É possibile solamente inserire i loghi del soggetto promotore e/o ospitante o specificazioni che non influiscono sul contenuto della convenzione regionale.


Chiarimenti sulla compilazione della CONVENZIONE


28. Chiarimenti sulla compilazione della CONVENZIONE

Nelle premesse alla CONVENZIONE il soggetto ospitante dichiara, sotto la propria responsabil ità ;, quindi consapevole delle responsabilità anche penali in caso di dichiarazioni mendaci, che:
- il datore di lavoro ospitante è soggetto agli obblighi di assunzione di personale disabile, deve avere adempiuto agli obblighi di cui all’art. 3 della legge 68/99 ( a livello nazionale) o aver stipulato una convenzione di programma con il servizio per l’impiego della Provincia ed essere in regola con l’articolazione temporale dei percorsi di inserimento di disabili previsti in detta convenzione.
- il datore di lavoro ospitante è in regola con la normativa in materia di sicurezza sul lavoro (D.lgs 81/2008 “Testo Unico in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro) e con l’applicazione ai propri dipendenti dei contratti e accordi collettivi di lavoro. L’azienda o i suoi titolari, se hanno ricevuto una condanna o sanzioni per non rispetto delle norme relative a suddette materie, non può ospitare tirocinanti per almeno 6 mesi, purché l’azienda abbia provveduto a regolarizzare la situazione;
- Nelle unità operative in cui si intende avviare tirocini non sono in corso sospensioni (CIGO, CIGS, CIG in deroga), né procedure di licenziamento collettivo, né sono stati effettuati licenziamenti per giustificato motivo oggettivo negli ultimi 12 mesi, per profili professionali equivalenti. Non è rilevante se l’azienda ha un organico inferiore o superiore a 15 dipendenti. Il contratto di solidarietà è assimilato alla CIGS e pertanto nelle unità produttive non sono avviabili tirocini per profili professionali interessati alla riduzione di orario.
Nel caso in cui il soggetto ospitante non si trovi più nelle condizioni dichiarate nella premessa della CONVENZIONE non potranno essere più attivati tirocini. Il soggetto ospitante è tenuto a informare prontamente il soggetto promotore della perdita di tali requisiti.
Nel caso un datore di lavoro perda i requisiti per ospitare tirocini non può avviare nuovi tirocini presso le proprie sedi operative. I tirocini in essere prima della perdita dei requisiti vanno invece a naturale scadenza.


29. Chi è responsabile della copertura assicurativa del tirocinante?

Il soggetto promotore è responsabile che il tirocinante abbia la copertura assicurativa nelle forme previste dalla normativa.
L’attivazione (intestatario della assicurazione) e il costo (l’onere finanziario o economico) di tale copertura assicurativa può però essere sostenuta anche da altro soggetto, ospitante o anche altro.
È possibile anche che la copertura INAIL sia sostenuta da un soggetto e l’assicurazione per la responsabilità civile da altro soggetto.


30. Chi deve fare la Comunicazione Obbligatoria di avvio e/o cessazione del tirocinio?

Il soggetto ospitante è responsabile dell’effettivo invio delle Comunicazioni Obbligatorie ma il compito può essere assunto anche dal soggetto promotore. Le altre eventuali comunicazioni (proroga o cessazione anticipata) devono essere effettuate dallo stesso soggetto che ha effettuato l’avvio.
Nel caso una Pubblica Amministrazione o anche da un’Agenzia per il lavoro si siano assunti l’onere di effettuare la dovuta Comunicazione Obbligatoria di avvio del tirocinio presso altro soggetto questa deve essere inviata entro il giorno precedente l’inizio del tirocinio.


31. Chiarimenti sulla compilazione del progetto formativo

- Il soggetto promotore, dopo aver firmato insieme al soggetto ospitante e tirocinante il progetto formativo, lo carica nel sistema delle Comunicazioni Obbligatorie. Il sistema genera un numero di protocollo che deve essere successivamente richiamato in sede di avvio del tirocinio, altrimenti la Comunicazione Obbligatoria non può essere perfezionat a e inviata.
- Chiunque sia la persona (rappresentante legale o meno) che sottoscriva il progetto per conto del soggetto promotore o ospitante (la decisione è totalmente rimessa alle decisioni interne dei soggetti) il progetto formativo firmato da promotore e ospitante impegna formalmente agli obblighi assunti.
- Le firme del tutor didattico organizzativo (del soggetto promotore) e del tutor aziendale (del soggetto ospitante) possono essere acquisite anche in un momento successivo alla sottoscrizione formale, poiché si tratta di firma “per presa visione e accettazione”. Prima dell’avvio del tirocinio il promotore e l’ospitante devono consegnare ai tutor copia del progetto formativo affinché siano chiare le responsabilità di ciascuno.
- La descrizione degli apprendimenti attesi e le attività proposte al tirocinante devono essere coerenti e correlate tra loro e con la figura professionale alla quale fa riferimento il progetto formativo. Non è corretto compilare la sezione del progetto formativo relativa agli apprendimenti attesi e alle attività da svolgere nel tirocinio rinviando ad altro documento, anche nel caso di tirocini realizzati all’interno di programmi provinciali, regionali o ministeriali.
- Il profilo dichiarato nel progetto formativo deve essere il medesimo dichiarato nella comunicazione obbligatoria di avvio del tirocinio. In caso di assunzione al termine del tirocinio da parte del medesimo datore di lavoro, questa non può avvenire per un profilo più basso di quello per cui si è attivato il tirocinio.
- L’inserimento del progetto formativo da parte del promotore su Comunicazione Obbligatoria Veneto esaurisce gli adempimenti formali: non occorre fare altre comunicazioni né all’Ispettorato del lavoro provinciale (DTL) né alle Organizzazioni Sindacali.


32 Quali competenze deve possedere un tutor aziendale?

L’art. 13 dell’allegato A alla DGR 1324/2013 afferma che il tutor deve essere in possesso di esperienze e competenze professionali adeguate per garantire il raggiungimento degli obiettivi del tirocinio. Per adeguate esperienze e competenze professionali si intende persona che possiede quantomeno una qualifica almeno pari e coerente con il profilo professionale di riferimento del tirocinio o comunque persona che svolge un ruolo di coordinamento nell’ambito della unità operativa dove si svolge il tirocinio.


33. Chi controlla se i soggetti ospitanti sono in regola con i requisiti?

Il soggetto ospitante con la sottoscrizione della convenzione rende delle dichiarazioni, della veridicità delle quali è responsabile e ne risponde nelle sedi preposte.
I Centri per l’impiego effettuano un controllo preventivo presso le banche dati di cui dispongono, prima della sottoscrizione della convenzione riguardo l’ottemperanza agli obblighi della legge 68/99 e sospensioni del lavoro in corso, l’esistenza di procedure di licenziamento collettivo o licenziamenti effettuati per giustificato motivo oggettivo nei 12 mesi precedenti per profili professionali equivalenti a quelli del tirocinio.
Gli altri soggetti, promotori di tirocini, non hanno strumenti di controllo e vigilanza. Sono comunque tenuti a richiamare l’attenzione del soggetto ospitante sui requisiti per poter ospitare tirocini. Nel caso, anche indirettamente venissero a conoscenza di motivi ostativi all’avvio di tirocini presso il determinato soggetto ospitante, devono non procedere con la sottoscrizione della convenzione o con la revoca della convenzione stessa se già sottoscritta. Con prossimo atto della Regione Veneto saranno fornite istruzioni sulle modalità e procedure per controlli a campione sui soggetti ospitanti di tirocini da effettuare in collaborazione con i soggetti promotori.
Gli uffici della Regione possono, ai sensi dell’art. 17 dell’allegato A alla DGR 1324/2013 effettuare controlli sui progetti formativi caricati sul sistema delle comunicazioni obbligatorie, con la possibilità di effettuare richiami ai soggetti promotori alla corretta compilazione del modello soprattutto in relazione alla sezione riguardante gli aspetti formativi del tirocinio, fino alla adozione di provvedimenti restrittivi sull’accreditamento dell’ente ai servizi per il lavoro e/o alla formazione professionale.
Chiarimenti sui tirocini per le persone in condizione di svantaggio


34. Chi sono le persone appartenenti alla categorie “svantaggiate”?

Sono ricompresi tra i “soggetti in condizione di svantaggio”
- i disabili iscritti nell’elenco della legge 68/99,
- le categorie ricomprese nella legge 381/91 e
- i soggetti dichiarati “in condizione di svantaggio” da un servizio pubblico che se ne assuma la responsabilità della valutazione (L.328/2000, art.22). Tale valutazione dovrà essere formalizzata dal servizio secondo le proprio modalità e contenere la certificazione di “condizione di svantaggio” e i motivi per cui si ritiene opportuno il tirocinio.
- Infine, appartengono alle “categorie particolari di persone svantaggiate” le persone che, rientrando nella definizione di soggetti svantaggiati del Regolamento comunitario 800/2008, sono stati individuati da Regione e Province come destinatari di specifici programmi o progetti di politica attiva che possono prevedere l’attivazione di tirocini.


35. Quali sono le differenze tra i tirocini per persone svantaggiate e i tirocini destinati ad altri soggetti?

- I tirocini per svantaggiati sono ripetibili quando il soggetto pubblico che ha in carico la persona valuta che, per il buon esito del percorso riabilitativo, è opportuno che vi sia una ripetizione del tirocinio.
- I tirocini per svantaggiati possono essere anche riferibili a figure professionale che prevedono anche mansioni elementari, connotate da compiti generici e ripetitivi. L’attestazione delle competenze conseguite per tali soggetti può essere rilasciata in forma semplificata.
- I tirocini di persone in condizione di svantaggio o appartenenti alle categorie particolari di svantaggio non sono computati ai fini del calcolo del numero massimo di tirocini ospitabili dalla datore di lavoro nella singola unità operativa.
- Ai soggetti in condizione di svantaggio o appartenenti alle categorie particolari di svantaggio non si applica l’obbligo di corrispondere un’indennità di partecipazione, purché siano stati presi in carico da una Pubblica Amministrazione, anche se la funzione di soggetto promotore viene svolta da una cooperativa sociale.


36. I tirocini per persone disabili sono sempre utili per ottemperare alle prescrizioni della legge 68/99?

No. Il tirocinio per i disabili promossi all’interno di una convenzione di integrazione lavorativa stipulata con i Servizi pubblici per l’impiego è l’unica tipologia di tirocinio computabile da un datore di lavoro ai fini dell’ottemperanza degli obblighi della legge 68/99. Tale tirocinio non segue la disciplina della DGR 1324/2013.
I tirocini di inserimento/reinserimento lavorativo per persone svantaggiate, tra le quali i disabili, regolati anche dalla nuova disciplina non possono essere considerati a copertura dell’obbligo della legge 68/99.

 

 FONTE: FAQ tratte dal sito della Regione del Veneto.



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